39. Miriamo in alto  – La Buona Notizia della Solennità dell’Assunzione al cielo di Maria  15 agosto 2016 – a cura di don Carmine del Gaudio

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La Festa dell’Assunzione è davvero singolare. Ma rientra nella normalità delle “cose di Dio”. Tutta la predicazione di Gesù, il Figlio di Dio, rivolta all’uomo viatore, pellegrino nella storia, ha sempre coltivato questa particolare attenzione. L’uomo della terra è cittadino del cielo. Cioè la sua vita nasce nel cuore del Creatore mediante il meraviglioso amore dell’uomo e della donna, si sviluppa durante gli anni della sua esistenza, ma non si esaurisce con il momento che noi chiamiamo la morte. Il nostro cuore, la nostra intelligenza, non sono cose della terra: il nostro corpo sì. Per il riflesso di Dio dentro di noi, per quel “pezzettino di Dio” dentro di noi  (la nostra anima) noi siamo destinati al cielo. S. Pietro nella 1 Lettera ci ricorda che siamo cittadini del cielo e che su questa terra noi siamo solo di passaggio (viatori), siamo affittuari non proprietari.  Cosa ci potrebbe legare su questa terra che non è effimero? A cosa ci potremmo legare sena che verrà il momento del distacco e dobbiamo lasciare da parte?

Il cielo è il nostro patrimonio che nessuno ci potrà mai togliere.

Il cielo è il nostro sogno e in cielo vogliamo anche noi arrivare perché il nostro cielo è il cuore di Dio. Tendere al cielo significa che vogliamo ritornare alle nostre origini e stare con Dio per tutta l’eternità non solo per pochi attimi in cui lo gustiamo presente dentro di noi (leggi Comunione Eucaristica).

Ovvio allora che la vera scoperta è il cielo dentro di noi.

Vediamo allora come la predicazione di Gesù raggiunge il suo culmine quando ci porta in cielo.

In questo senso nasce la nostra vita, il nostro stile di vita su questa terra. Vivere con i piedi per terra ma il cuore rivolto al cielo.

L’esempio che oggi ammiriamo è la Vergine Santa.

Viveva solo di Dio, in mezzo agli uomini: con il passo della donna attenta e premuroso aveva il cuore rivolto al Signore.

Ovvio allora che non avendo conosciuto nulla che la potesse legare a questa terra, il suo cuore era già pieno di Dio e a Dio subito si è congiunta quando ha chiuso gli occhi sulla realtà della vita umana e terrena.

Lei attraversa la via aperta da Gesù: vado a prepararvi un posto e quando sarò andato sarete anche voi dove sono io.

Maria, donna perfetta e discepola unica nella comunione con Dio, attraversa i cieli e raggiunge il suo posto accanto a Dio, ed attende, come Mamma premurosa, che anche noi la raggiungiamo per cantare le lodi di Dio in eterno.

Lei è quella donna vestita di sole che Giovanni contempla!

Lei è la primizia di cui parla Paolo nella 1 lettera ai Corinzi!

Lei è la donna che facendo vibrare il cuore canta il più bel canto della storia all’amore e alla misericordia di Dio per le meraviglie operate nella sua vita di Madre del Figlio Unigenito!

A Lei possiamo rivolgerci con la nostra preghiera, mentre la contempliamo, come fa il Salmo 44:

Figlie di re fra le tue predilette; alla tua destra sta la regina, in ori di Ofir.
Ascolta, figlia, guarda, porgi l’orecchio: dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre.
Il re è invaghito della tua bellezza.
È lui il tuo signore: rendigli omaggio.
Dietro a lei le vergini, sue compagne, condotte in gioia ed esultanza,sono presentate nel palazzo del re.

Mentre siamo nel bel mezzo delle nostre vacanze (che vi auguro liete e serene) ripensiamo al nostro futuro e mettiamolo nelle mani di Dio.

Alziamo il nostro sguardo come abbiamo fatto ieri, domenica. Valutiamo saggiamente le cose della terra: non lasciamo che spadroneggino su di noi e che popi ci lascino il vuoto in cuore e l’amaro in bocca.

Diventiamo uomini e donne dell’essenziale e non leghiamoci a ciò che non riesce a dare la vera felicità.

L’esempio della Vergine, dona come noi umani, ci attragga e ci porti a scelte di vita che ci facciano avere nostalgia della nostra patria che è nei cieli.

Nel cielo vedremo le promesse di Dio fatte lungo il corso della storia, pienamente realizzate. Per noi. per tutti noi perché siamo i suoi figli.

Buone vacanze!

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